VALIANO La frazione di Valiano si trova a quattordici chilometri da
Montepulciano. Il castello di Valiano è situato su un colle sopra il ponte sul
Canale Maestro della Chiana dove anticamente erano situate le strutture di un
porticciolo. Le prime notizie su Valiano risalgono ai primi anni dopo il mille
quando il castello diede il titolo ad alcuni marchesi di S. Maria. Con la
battaglia di Torrita di Siena (1358), Valiano passò al comune di Perugia e
quest'ultimo donò il castello alla famiglia Del Pecora che l'amministrò fino al
1427, quando gli abitanti si sottomisero alla signoria di Firenze. Nel 1551, Con
Cosimo I, Valiano formava una comunità indipendente, poi nel 1774 fu unito alla
comunità di Montepulciano. Degna di nota la Chiesa di San Lorenzo Martire
situata all'interno del centro storico.
CHIESA DI SAN LORENZO MARTIRE Valiano di Montepulciano
Si trova all' interno del centro storico del castello di Valiano di
Montepulciano. Le sue origini risalgono al sec.XII°, periodo in cui fu costruito
Valiano, castello fortificato su di una collina che domina la Valdichiana
senese-aretina, situato sulla provinciale Lauretana che collega Montepulciano a
Cortona. Il feudo valianese, data la sua rilevante posizione geografica sulla
Valdichiana, fu conteso per secoli da Perugia, Orvieto, Arezzo e Siena; si
sottomise volontariamente a Firenze nel 1427 rimanendo libero comune fino al
1774, anno in cui il granduca Pietro Leopoldo lo fece riunire a Montepulciano.
Oggi dell'antico castello rimane una imponente torre rotonda, le fondamenta di
altre tre torri, l'ex palazzo comunale, il cassero sul quale è stato costruito
il campanile, il palazzo del capitano e la primordiale ed unica porta di
ingresso.
All'interno della chiesa plebana, intitolata a San Lorenzo Martire, si trovano
la sacra immagine e la reliquia del santo patrono, i frammenti di un altare
robbiano, un quadro su tavola di buona mano, un'urna cineraria romana, due
statue in legno dell'Addolorata e di San Giovanni ed un artistico Crocefisso
ligneo del 1500 di scuola cortonese acquistato dal pievano Vagnoli nel 1783
dalla ex Compagnia dei Grandi di Montepulciano; si racconta che al momento della
apposizione sulla attuale croce un tale Vincenzo Rosadi, nel pronunciare ad un
compagno la frase "picchia picchia che tanto è di legno", si sentì bagnare la
fronte da alcune gocce che asciugatesele con un fazzoletto (tuttora custodito
dalla famiglia Rosadi) si intrise di sangue. Viene festeggiato ogni 25 anni ed
in suo onore ogni terza domenica di settembre viene disputato lo storico Palio
dei Carretti delle sei contrade di Valiano.
Pregiatissimi frammenti robbiani si trovano all'interno e all'esterno della
cappella del Fonte Battesimale. Nel fondo della parete semicircolare sono murati
alcuni pezzi: in alto, il Dio Padre benedicente con il libro della vita aperto
alle pagine dove si leggono le lettere alfa ed omega; appena sotto, due angeli
di colore bianco genuflessi sopra due nuvole in stucco bianco; in basso, un
ciborio rettangolare con una centina decorata con foglie; ai lati, due coppie di
cherubini di colore bianco su fondo azzurro. All'esterno della cappella, sopra
l'arco a tutto sesto, sono stati collocati due angeli di colore bianco su fondo
azzurro, che, librati in volo, reggono un cartiglio, L'angelo di sinistra regge
la scritta:
ECCE*PANE*QVI*DE*CELO*DESCENDIT, mentre l'angelo di destra:
QVI*MANDVCATVNC*PANE*VIVE*INETERNUM.
A coronamento dell'arco vi sono sette teste di cherubini.
Se tutti i frammenti fossero ricomposti andrebbero sicuramente a costituire la
composizione di un altare che anche se di incerta provenienza potrebbero
appartenere tipologicamente al complesso delle opere realizzate da Andrea Della
Robbia; le caratteristiche di alcuni elementi stilistici fanno ritenere che
questi frammenti, di ottima fattura, siano databili intorno all'ultimo decennio
del Quattrocento, forse al 1495.
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